No, ma parliamo un secondo di Snapchat.


La notizia che ha colpito il web da almeno un giorno è che i creatori di Snapchat avrebbero (il condizionale è d’obbligo oltre che bello) rifiutato un’offerta da 3 miliardi (o più) di dollari da parte di Facebook.
Il mondo non si è ancora riuscito a riprendere dall’offerta da un miliardo di dollari che ha permesso al Social Blu di accaparrarsi Instagram, che il Wall Street Journal ora parla di un clamoroso e reiterato arrembaggio di Facebooka questo nuovo, strano e in Italia ancora completamente sconosciuto, servizio di fotomessaggistica istantanea.

“Boh, ma esattamente come si usa?”

L’altra sera io e una mia amica, affermata UX Designer, ci siamo decisi ad analizzare e testare un po’ il nuovo fenomeno che negli States sta dilagando a macchia d’olio.
Diciamo la verità, abbiamo sudato. Schiacci di li e ci sono gli amici, swishi (so bene che l’avete letto correttamente e che gli avete dato il corretto significato) di là e sembra che ci siano dei contatti con delle foto che si consumano a “mò di torta“. Essendo praticamente gli unici due ad averlo scaricato nella rubrica non potevamo che mandarci foto reciprocamente. Mai crisi fu più grande.

A che serve questo?

Non lo so, ma perché va li?

Cosa significa quello?

Che ne dici di una tisana?

Ci guardiamo un telefilm?

La spiegazione seria

Reso pubblico nel 2011 e creato da due standfordiani che attualmente (2013) hanno 23 anni, Snapchat è un servizio di messaggistica istantanea che permette agli utenti di comunicare tramite video foto personalizzate con disegni o frasi, chiamati “snap“.
Un aspetto decisamente particolare di Snapchat è che le foto potranno essere visualizzate solo per un tot di tempo, da 1 a 10 secondi, a discrezione del mittente. Dopo di che l’immagine, che può essere salvata sul device, viene cancellata sia dal telefono che dai server di Snapchat.

La funzione “Stories“, invece, permette di fare foto che rimarranno pubbliche per 24 ore e creeranno una sorta di timeline.

La spiegazione -(seria)

Snapchat-Curiosity-Kills-the-CatIn pratica io e te, mio caro contatto su Snapchat, cominciamo a mandarci delle foto. Io scatto, personalizzo con disegni e testo, scelgo per quanto tempo voglio che tu possa vedere la foto, ossia tra 1 e 10 secondi. Scelgo il contatto, i contatti o il gruppo a cui inviarla e procedo all’inoltro.
A te arriva la notifica del mio snap. Da quando la apri parte il conto alla rovescia che durerà per il tempo che io ho impostato prima di inviartelo.
Tu hai visto la foto e ti sei fatto una grassa risataperché sono troppo simpatico. Il tempo è scaduto e non hai più possibilità di vedere lo snap che è stato cancellato dal tuo dispositivo, dal mio e dal server (zero ombra digitale, non male). Così decidi di rispondermi con un altrettanto ilare snap. Doppio tap e scatti la foto che mi invierai col prossimo snap.

Tutto” qui.
Ma è divertente. Dispersivo. Immediato. Etereo.

Perché vale 3.000.000.000 di dollari?

Facebook sta invecchiando. Almeno agli occhi delle nuove generazioni. Snapchat è giovane. Molto. L’utenza parte da 13 anni e arriva fino a 40. Ma si concentra tra i 15 e i 23 anni. Questa “freschezza” fa gola a un social vecchio come Facebook che in piena crisi di mezza età ha già comprato Instantgram.
Non pago ora punta alla decapottabile che ha sempre voluto a 20 anni ma che non si è mai potuto permettere.

Altro punto importante: Snapchat ha i numeri di telefono dei propri utenti. Dato che Facebook fatica ad ottenere, ma che brama avidamente.

Infine Snapchat, oltre che un nuovo modo di comunicare in modo effimero e assuefacente, sta diventando un mezzo per esprimere particolari comportamenti sociali che non fanno che aggiungere valore all’applicazione.
Tra questi, il sexting.

Devo davvero aggiungere altro?

Sexting su Snapchat