Motorola Ara e Phonebloks. A marketing tale.


La notizia che oggi il mio buon caro Tav mi ha dato, ha illuminato la mia mattinata. Un’idea, una bella idea, apparentemente irrealizzabile ma terribilmente affascinante, è stata presentata da Motorola per un ipotetico sviluppo. Quello che ogni blog sta riprendendo dal blog ufficiale di Motorola è che l’azienda americana ha “accolto” l’idea del Phonebloks di Dave Hakkens.
Gioia e gaudio, anche se dietro la notizia ci sono alcune precisazioni da fare.
L’idea di Phonebloks, in breve, è quella spiegata nel video in apertura. Invece che essere costretti a cambiare un dispositivo solo perché un elemento è vetusto (si, ho scritto vetusto), il buon Dave Hakkens, burlone per passione, ha proposto un dispositivo che disponesse di una base sulla quale attaccare da un lato blocchi hardware dalle differenti funzioni, dall’altra differenti tipi di schermi.
In questo modo il sandwichfonino darebbe la possibilità ad ogni utente non solo di aggiornare il proprio telefono senza doverlo ricomprare, ma anche di modellarlo sulle proprie esigenze sostituendo, ad esempio, il modulo memoria con un modulo batteria più grosso. Stessa cosa per la fotocamera, speaker, RAM e processore.

Motorola AraIeri dal suo blog ufficiale, Motorola ha presentato Ara, un progetto molto simile, basato su una piattaforma comune che dovrebbe permettere di assemblare un dispositivo a moduli, a seconda delle esigenze e dei desideri dell’utente; un’idea che lontanamente sembra seguire la politica di personalizzazione che Motorola ha già mostrato con il nuovo MotoX.

A parte l’entusiasmo tecnofilo che può derivare da una notizia simile, quello che mi ha colpito è stata l’intelligenza della comunicazione di  Motorola.
Phonebloks ha attirato molta attenzione e curiosità sul web. Il video di presentazione è stato, alla data di oggi, visualizzato più di 16 milioni di volte.
Motorola ha credibilmente asserito che sta lavorando al progetto da più di un anno, ma non ha preteso di avere l’esclusiva dell’idea. Questa è stata la prima idea geniale. Perché il web è fatto per lo più di ragionamenti semplici e se “io Phonebloks l’ho visto 3 mesi fa, allora Motorola ha solo copiato un’idea che c’era online”. Motorola ha invece detto che sono stati incuriositi da Phonebloks e hanno contattato Dave  Hakkens.

Ed ecco la seconda idea geniale.

Turns out we share a common vision: to develop a phone platform that is modular, open, customizable, and made for the entire world.

Già, è venuto fuori che motorola e Hakkens erano sulla stessa lunghezza d’onda. Così lo hanno accolto e hanno sottolineato l’importanza della community che Phonebloks ha sviluppato. Ergo, Dave ora lavora in Motorola sulla sua grande idea e quest’ultima ha evitato l’ira del web per l’accusa di plagio, ha presentato un progetto ambizioso e ha usato l’hype già creato da Phonebloks per raggiungere milioni di persone con un minimo sforzo.

Nell’attesa di sviluppi, complimenti.
Complimenti