L’abito non fa il monaco, ma il camice fa un farmacista?


Il titolo è prettamente provocatorio e necessita di molte precisazioni.
L’immagine in evidenza è invece una sorta di inside joke tra le persone che hanno a che fare con grafica e font.

E se siete tra quelli, l’avete già capita e ne siete apertamente infastiditi.

Bando alle ciance

Vi ho qui riuniti oggi per parlare, anche se brevemente, di approcci diversi, di modi di presentarsi e di lasciti che scoprono il fianco a critiche probabilmente infondate.

L’ambito è quello della chiaccherata assegnazione dell’EMA, l’Agenzia Europea del Farmaco, che ha lasciato Londra per “indietreggiare” in confini saldamente europei.

L’esito lo conosciamo bene tutti: l’Agenzia è stata assegnata tramite sorteggio ad Amsterdam in finale con Milano.
Certo, mettere “Milano”, “Amsterdam” e “finale” nella stessa frase potrebbe provocare violente e tristi reazioni da parte di qualche milanista, purtroppo questo è quello che è successo.

Precisiamo

Non mi interessa, ovviamente, discutere dell’assegnazione in sé perché non sono del settore e sinceramente non ho assolutamente le competenze per capire come possa essere gestita un’assegnazione così importante, con quali meccanismi e tempistiche.

E quindi?

Parliamo dei due documenti ufficiali di presentazione che sono stati resi pubblici sul sito del Consiglio Europeo.

Visionateli in questo ordine:

I “camici” a confronto

MilanoLa differenza, purtroppo, è abissale.
Il documento che presenta la città Italiana è uno sterile plico con pochissimo appeal cromatico basato sul bianco, sul grigio e sull’azzurrino slavato.
L’impaginazione è abbastanza standard a una colonna, le immagini sono praticamente assenti se non per la presenza di qualche grafico, alcuni neanche ad una risoluzione accettabile.

Ci sono, tra l’altro, alcune pagine vuote.

Sapete cosa sembra? Il bugiardino di un medicinale. Manco a farlo apposta.

AmsterdamIl documento presentato dalla città olandese è, invece, semplicemente bello. Non c’è bisogno di leggerne il contenuto perché non è ciò di cui stiamo parlando.
Layout in landscape, impaginazione differente e originale su tre colonne, struttura piacevole e virata su 6 colori che individuano altrettanti argomenti. Sapiente alternanza di splendide foto che trasmettono ancor prima di titoli e testo i concetti positivi della presentazione e la bellezza della città.

L’amaro in bocca

Non sono qui a dire che la cura con cui sono stati prodotti e realizzati le due presentazioni abbiano effettivamente influito sull’esito finale, sarebbe ingenuo.
Per il volume di affari e di equilibri che un ente di quel genere sposta si mettono in campo moltissime forze che probabilmente oscurano tutto quanto è stato detto fin’ora.
Inoltre fin qui abbiamo solo ed esclusivamente “giudicato” la presentazione e non il contenuto che, immaginiamo, risponda pienamente ai più alti standard richiesti dalle istituzioni europee.

Ma quello che traspare dal pdf italiano, e sottolineo traspare, è poca originalità, fretta, superficialità.

E nell’ambito della fastidiosa sconfitta non permette neanche di attaccarsi ad una presentazione fatta come si deve, che sia specchio di un genio, quello del bel paese, riconosciuto e ammirato in tutto il mondo.

E questo, diciamocelo, lascia un po’ l’amaro in bocca.


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