Abbiamo disperatamente bisogno di una Multipla


Qualche weekend passato mi sono trovato a partecipare ad un hackathon a stretto contatto con un bel gruppo di persone, tutte eccellenti professionisti nel proprio campo, tutte curiose, tutte entusiaste di essere li.

Come spesso capita tra persone entusiaste, siamo entrati con facilità in un turbinio di discorsi che comprendevano modelli di business, startup e curiosità varie.

Ed è così che, mentre si parlava della comunicazione di Tesla e della chiaccherata bolla sull’omonimo titolo, qualcuno ha messo in tavola l’asso: “Ma vogliamo parlare della Multipla?”.

Silenzio.

Sospiri.

Lacrime malinconiche.

Un progetto unico. Brutto. Geniale.

Mi ricordo quando Torino aveva ancora il Salone dell’Auto; mio padre con una pazienza che sinceramente oggi non riesco a quantificare, portava me e i miei fratelli a pascolare al Lingotto per un’intera giornata. Sant’uomo.

In una di queste rimpiante manifestazioni, la Fiat, all’epoca nel pieno della crisi di credibilità del marchio, lasciò tutti senza parole presentando un progetto nuovo, innovativo e talmente coraggioso da lasciare letteralmente spiazzati.

In mezzo a sinuose carrozzerie lucide che ruotavano su piattaforme, svettava lei, la Multipla.

Fiat Multipla 3

3 posti davanti, 3 posti dietro, un bagagliaio assolutamente sottodimensionato, un cruscotto di un’originalità rara e una linea sgraziata che ha scatenato alcuni dei commenti più divertenti mai sentiti ad un salone dell’auto.

Poverina, chissà se la possono curare

Fiat Multipla 2

“Come la promuovo, mo?”

Immagino che sia stata questa la domanda che nell’intimo si deve essere fatto il reparto marketing del progetto Multipla dopo averla vista per la prima volta e dopo aver analizzato le prime reazioni, per lo più sfottò.

Come:

Multipla 6

Oppure la sempre verde:

Multipla 7

E da qui parte il mio vero ragionamento, la mia riflessione.
Più che altro è un voler ricordare un’impresa che le Termopili possono accompagnare solo.

Cosa avete da guardare?

Ancora mi ricordo quando  mio padre sfogliando forse La Stampa si mise a ridere.

Sotto quei baffi la risata era arrivata da lontano, come quando ti fanno una battuta che lì per lì trovi carina, ma che col passare dei secondi capisci e apprezzi fino a gustarla appieno.

Mio padre girando pagina s’era trovato di fronte questo messaggio (solo in versione cartacea).

Multipla 4

Ridemmo insieme.
A distanza di poco mi trovai sotto un cartellone pubblicitario che recitava:

Multipla 5

Splendide. Semplicemente splendide.

Tanto splendide che a distanza di più di 10 anni un gruppo di ragazzi (prima dei 50 sono tutti ragazzi) non solo si sono ricordati i due claim, ma li hanno chiaramente ricollegati al prodotto pubblicizzato, cosa assai rara.

Diciamolo, la capacità di non prendersi troppo sul serio per far prendere sul serio il prodotto, la capacità rara di flirtare con il consumatore in modo leggero e non volgare è un’arte. Lo abbiamo visto con l’exploit di Buondì e con la nuova campagna del Panettone, sempre Motta.

Fare quello che si può con quello che si ha

Per quanto la Multipla fosse effettivamente, diciamo, simpatica, aveva moltissime frecce nella sua faretra.

Se offriva un’ampia e valida scelta di motorizzazioni, dal punto di vista degli interni e della comodità giocava un campionato da capolista: un’abitabilità e un comfort mai visti, l’originalità di poter viaggiare in 6 (o in meno ancora più larghi), una modularità dell’abitacolo sorprendente e un cruscotto definito “pazzo”, “surreale”, ma che tutti, una volta provato, sono solo più riusciti a definire come “estremamente funzionale” e “brillante”.

Interni Multipla

Generalmente nella pubblicità e nella promozione si perde spesso il contatto con la realtà per puntare alle stelle.

Si cerca di proporre il prodotto come qualcosa di esagerato, trascendendo le sue funzioni reali, la sua utilità e magari proprio quelle caratteristiche che lo renderebbero interessante.

Insomma, scherzare in modo intelligente col pubblico è un ottimo modo per attirare l’attenzione, instaurare un dialogo che permetta di presentare le vere carte vincenti di un prodotto o una soluzione.

Cosa che venne fatta egregiamente con la storica pubblicità video, sempre in tono ironico, ma intelligentemente informativa, con un giovane e indimenticabile Schumacher.

 


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